La città di Selinunte, fondata alla metà del VII secolo a.C. da coloni di Megara Hyblaea, ha avuto un ruolo di grande rilievo nella storia dell'antica Grecia. Il nome della città, Selinus, deriva dal selinon una pianta che nasce spontanea nella zona. Secondo fonti storiche la vita di Selinunte fu costellata di contrasti e di guerre in particolare con la città di Segesta, sua acerrima nemica che vedeva nell'espansione selinuntina una minaccia alla propria sopravvivenza. Selinunte estese rapidamente i propri domini fondando Eraclea Minoa e impadronendosi di un vasto territorio interno sino alle foci del Platani. Finchè, esploso il conflitto tra Atene e Siracusa, nato sulla richiesta di aiuto ad Atene da parte di Segesta, in occasione di un'ennesima controversia territoriale con Selinunte, chiamò in aiuto Cartagine. L'assedio della città durò nove giorni e dopo una disperata resistenza Selinunte fu distrutta (409 a.C.). Nei nuovi assetti politici fra Siracusa e Cartagine, prima di essere rasa al suolo alla fine del III secolo a.C., Selinunte rimase sotto il domino punico. Nella seconda metà del XVI secolo, la città fu riscoperta dallo storico Tommaso Fazello. Nel 1823 gli inglesi intrapresero degli scavi archeologici e da allora sono continuati quasi ininterrottamente e continuano ancora oggi perché data la vastità della zona gran parte della città resta ancora sotto terra.
Il parco archeologico di Selinunte, istituito fin dal 1993, è considerato il più ampio ed imponente d’Europa: si estende per 270 ettari e comprende numerosi templi, santuari e altari. Costituisce uno dei centri di maggiore interesse per studiosi, archeologici e visitatori, fornendo nel campo dell'urbanistica, dell'architettura militare templare, della scultura e dell'arte funeraria una testimonianza ed un ruolo insostituibile nella storia e nell'archeologia del mondo antico. L'eccezionalità di Selinunte è data dalla vasta quantità delle sue rovine, dalla loro mole e dal loro pregio, tutti elementi che, insieme, è difficile rintracciare in altre parti del mondo occidentale.
Nella civiltà greca il centro di tutta l’architettura era il tempio, dimora della divinità, del sacro e dell’eterno. I templi di Selinunte sono stati costruiti secondo i canoni dell’ordine dorico, lo stile architettonico greco più antico, le cui caratteristiche principali sono la semplicità e l’essenzialità, che danno il senso dell’ordine e dell’immortalità divina.
La zona archeologica di Selinunte è costituita dall'Acropoli, dalla Collina orientale, dal pianoro di Contrada Manuzza, dal santuario della Malophoros e dalla Necropoli Manicalunga e Galera Bagliazzo. Sulla collina occidentale si colloca il santuario di Demetra Malophoros, dea portatrice del melograno, il cui culto assieme a quello della figlia Persefone era molto diffuso in Sicilia.
Proprio presso la costa, lievemente spostata verso ovest, vi è l’Acropoli, sulla quale sorgono 4 templi: il tempio D, il tempio C, il tempio A, il tempio O.
Il Tempio C, tra i più antichi dell’acropoli costruito intorno al 580 a.C., si suppone sia dedicato al dio Apollo. Il tempio D è il secondo tempio dell’acropoli di Selinunte: costruito intorno al 560 a.C. mantiene in gran parte le stesse caratteristiche del tempio C. I templi A ed O, vicinissimi l'uno all'altro e molto simili fra loro sono databili agli inizi del V secolo a.C. e unificati ed utilizzati come fortezza.
Su una collina situata ad est della cittadina si innalzano altri 3 templi: il tempio G, il tempio F, il tempio E. Il grandioso Tempio G, in stile dorico, costruito a partire dal V sec. a.C. e mai ultimato, mostra i resti delle sue proporzioni ciclopiche, è di natura sacrale ed è dedicato al dio Apollo, così come gli altri due tempi E ed F consacrati rispettivamente ad Hera e ad Atena e Dioniso.
I ruderi della città si trovano sul territorio del comune di Castelvetrano, nella parte meridionale della provincia di Trapani mentre le sculture trovate negli scavi di Selinunte si trovano soprattutto nel Museo Nazionale Archeologico di Palermo. Fa eccezione l'opera più famosa, l'Efebo di Selinunte, che è oggi esposto al Museo Comunale di Castelvetrano.